Conservatorio Palermo

Caricamento Eventi

Le ultime sette parole di Cristo sulla croce di Franz Joseph Haydn

3 Aprile 2023 @ 17:30 - 18:30

FRANZ JOSEPH HAYDN (1732-1809)

Le ultime sette parole di Cristo sulla Croce, Hob. XX:1
Versione per orchestra

Voce narrante Dario Frasca
Orchestra Sinfonica del Conservatorio di Palermo
Allevi della classe di direzione d’orchestra di Antonino Fogliani

Introduzione – Maestoso e adagio

(direttore Gaetano Ortolano)

1. Perdona perché non
Sonata I – Pater, dimitte illis quia nesciunt quid faciunt – Largo
(direttore Luca Cimini)
 
2. Oggi verrai con me in Paradiso
Sonata II – Hodie mecum eris in Paradiso – Grave e cantabile
(direttrice Greta Gentile)
 
3. Donna, ecco tuo figlio
Sonata III – Mulier, ecce filius tuus – Grave
(direttore Davide Falci)

4. Dio mio, perché mi hai abbandonato
Sonata IV – Deus meus, Deus meus, utquid dereliquisti me? – Largo
(direttore Vincenzo Baldone)

5. Ho sete
Sonata V – Sitio – Adagio
(direttrice Antonella Di Giacinto)

6. Tutto è compiuto
Sonata VI – Consummatum est – Lento
(direttore Antonio Rotolo)

Sonata VII – In manus tuas, Domine, commendo spiritum meum – Largo
(direttore Alessandro Puleo)

7. Padre, nelle tue mani consegno il mio fiato
Il terremoto – Presto e con tutta forza
(direttore Gaetano Ortolano)

TESTI DI DAVIDE RONDONI

1. Perdona perché non
Perché non, perché non sanno quello che fanno, non sanno quello che non fanno, non sanno, non sanno … volendo cercare un modo per salvarli ancora dopo che m’hanno frustato, sbranato, inchiodato dico: non sanno, no, non sanno quello che fanno … come fanno le madri i padri quando dicono: “Dai, sono ragazzi” anch’io ti dico di questi che mi hanno strappato il corpo, su, sono ragazzi, che mi hanno inchiodato, non sanno bene quello che fanno, perdonali perché non. Perché non … Li amo così tanto, così sconsideratamente che ti dico: non sanno, perdonali … hanno tramato, investigato, sì, creato i peggiori tranelli, tradito, messo in atto lucidamente crudeltà micidiali, ma … io ti dico, non sanno quello che fanno … lo vedi, lo vedi! mi inchiodano! mi uccidono! ma ti prego, ascoltami, non sanno quello che fanno … non sanno … non sanno …

2. Oggi verrai con me in Paradiso
… Vieni con me, ladro. Quasi tu fossi l’ultimo brano di terra a cui attaccarmi, da portarmi dietro. .. L’ultima traccia della terra che ho amato. Qui amato le persone, i riflessi dell’acqua, sul lago, il sorriso dei guariti, il sole dietro le colonne e le colline. E anche gli sbagliati, i peccatori e i furfanti. Vieni con me, ladro, rappresentante della terra, ultimo che mi rivolgi la parola, vieni con me non lasciarmi da solo nel passaggio, vieni con me bandito, e come me bandito, vieni in Paradiso – con tutto il tuo odore terreno, il tuo cuore sbagliato, che sa di mondo, di terra, di natura umana, ladra, inaffidabile e spaventosamente bella. Vieni con me, tu, per primo.

3. Donna, ecco tuo figlio
Non sono più niente, uno straccio agitato tra cielo e terra, non sono più un uomo, non sono più un figlio … E allora sii tu, amato amico Giovanni, quello che non sono più, sii suo figlio, ora che mi abbandona la vita ma non l’amore per mia madre. Mia madre. Non posso dire niente di lei. Lei è lo sguardo che non mi ha mai abbandonato. Le posso regalare un figlio? La accudisca, abiti con lei. Questo figlio sia tu che hai sentito il battito del mio cuore poggiandomi la testa sul petto e perciò vedrai la fine dei tempi. Stai con lei, sii il me che non può avere più, povera madre bellissima, il me che non sono più – e ancora sarò, dove sari tu e lei sarà, voi due, inizio della comunità. Tienila sempre come l’avrei amata io, che senza il suo sì non sarei stato uomo, non sarei stato Dio …

4. Dio mio, perché mi hai abbandonato
Come dire Tu, come dire Padre, come dire perché … Inizia così il salmo 21, il salmo della vittoria. Lo so. Inizia così, con le parole che ora grido con il sangue in bocca. Tu, perché mi hai lasciato nella nascita, nella vita, nella polvere delle strade, tra le mani della gente, nel cuore dei nemici, e ora nella morte. Mi hai abbandonato alla umanità, interamente. Fino alla morte, a questa orrenda morte. Il canto di vittoria deve iniziare con il canto di abbandono, era necessario… Era necessario il sangue in bocca per il grido finale e iniziale. Per il grido di dolore come di ogni uomo che si sente abbandonato. Devo attraversare anche questo, l’abbandono di Te, che sei me in me. Devo gridare il salmo di vittoria soffocando nel mio sangue. Qualcuno che ha orecchi per intendere intenderà, e tremerà. Per l’ultrasuono di vittoria nel grido di sconfitta. E ognuno in questo grido troverà il suo, quando viene il momento. Compio anche questo sotto il Tuo sguardo, che vedo attraverso il mio offuscato, a te ancora grido il grido che sempre griderà.

5. Ho sete
Ho sete di cielo, di terra ancora, sete di acqua, la bellissima acqua, sete di aria, di vento sul lago, sete dei volti amici. Sete, ho sete, sono sempre stato sete di amore, di voi, che ora mi guardate crepare, sete di sole, di ombre di alberi, di gesti gentili, sete di canzoni, di feste, di simpatici mascalzoni. Sete di voi, che mi guardate soffocare, sete, ho sete di tutto quel che non disseta, io acqua al pozzo di Samaria ora ho sete, come quella donna disgraziata e beata. Ho sete di qualsiasi cosa, ma non del vostro aceto, del vostro amaro, del vostro cinismo. Ho sete della vostra anima d’acqua, con tutti i suoi riflessi, ho sete, tanta sete di voi …

6. Tutto è compiuto
Tutto. Ogni sguardo fuggitivo, ogni parola, ogni pensiero. E ogni paura, sospetto, ombra di sorriso. Ogni mano protesa, fronte chinata, capelli accarezzati. Ogni pupilla fissata, camminata vista allontanarsi, ogni macigno sul cuore. Ogni allegria, parabola, profezia. Ogni pianto alle ciglia, polvere in bocca, oscura meraviglia. Ogni cosa detta e taciuta, ogni rivelata e occulta, ogni sfumatura ignorata, sfuggita, osservata. Ogni bisbiglio. E ogni cosa segretamente saputa, e ogni incontro neanche immaginato, ogni madre, padre, figlio. Ogni scrittura nel libro e nella polvere. Enigma che si scioglie e mistero che non si può risolvere. Tutto nel mio morire, croce e vittoria, eterno e storia.

7. Padre, nelle tue mani consegno il mio fiato
Lo spirito, il fiato vitale che mi hai dato. Ecco, te lo riconsegno, stremato e custodito. Come se mettessi il viso nelle tue mani. Il mio respiro nell’alito che dà energia al vivente. Il mio spirito nel tuo che genera il creato, lo strappa al niente. Come un canto silenzioso nel tuo canto maestoso. Fiato d’amore consumato nel tuo spirito d’amore sempre rinnovato.
 
Testi di Davide Rondoni (per gentile concessione del Fondazione Orchestra Regionale Toscana)

Condividi questo evento tramite i tuoi social!

  • Questo evento è passato.

Dettagli

Data:
3 Aprile 2023
Ora:
17:30 - 18:30

Luogo

Chiesa di Santa Maria in Valverde
Via Squarcialupo, 2
Palermo, 90133 Italia
+ Google Maps