Conservatorio Palermo

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Fughe e Canoni dell’Ottocento

18 Ottobre 2021 @ 18:30 - 19:30

AVE MARIS STELLA

Classe di lettura della Partitura del M°Giovanni Damiani

🎶

Anonimo: Ave maris stella (Liber usualis, p.1259); Elena Schiera, soprano

Canoni e obblighi sopra l’Ave maris stella

 

Francesco Soriano (1549-1621): da 110 canoni e obblighi sopra l’Ave maris stella (Roma 1610), (trascrizioni moderne di Giovanni Damiani)

n.77 a 5, su ‘la sol fa re mi’ (realizzazione digitale in intonazione zarliniana)

(prime esecuzioni moderne)

n.100 canone doppio a 6 (strumentazione: flauto dolce soprano, violino, sax, viola da gamba, trombone, violoncello)

n.103, ‘Lettanie’, a 6 (soprano, coro, flauto dolce basso, viola da gamba, trombone, violoncello)

 

Mattia Camuti: Piccolo trio in canone libero sopra l’Ave Maris Stella

Alessio Pio Galiano, clarinetto, Cristian Barraco, violoncello, Davide Surdi, pianoforte

(prima assoluta)

Muzio Clementi (1752-1732) dal Gradus ad Parnassum:

Canone doppio a 4 n.33

Davide Surdi, pianoforte

 

Antonin Reicha, (1770-1836) da 36 Fughe per pianoforte op.36, (prime locali):

n.12, Allegretto, e n.24 Temps composé (in 7/4)

prof. Giovanni Damiani, pianoforte

n.18

Rossana Calabria, pianoforte

 

August Alexander Klengel (1783-1852): da 48 Kanons und Fugen, II volume

  1. 20 in la min. Canone alla quinta per moto contrario. Fuga a 3.

Miryam Palmisano, pianoforte

n.9 in mi magg. Tempo di Walzer. Fuga a 3

n.5 in re magg. Canone all’ottava, (a una croma di distanza). Fuga a 3

prof. Giovanni Damiani, pianoforte

(prime esecuzioni moderne)

 

Aldo Clementi (1925-2011): Vom Himmel Hoch (1999)

Giovanni Damiani, pianoforte

Canone circolare (2006)

Per quattro strumenti ad libitum

(prima locale)

Vincenzo Emanuele Farinella, violino, Gioacchino Comparetto, flauto dolce basso*

Alessio Pio Galiano, clarinetto, Antonio Mineo, sassofoni

 

Giovanni Damiani

Canone n.2 in ritmo contrario, a tre voci (2019) Vincenzo Emanuele Farinella, violino, Gioacchino Comparetto, flauto dolce basso, Alessio Pio Galiano, clarinetto

Canone O-I-O (originale-inversione-reinversione) per moto e ritmo contrario, a tre voci (2020)

Vincenzo Emanuele Farinella, violino Cristian Barraco, violoncello, Alessio Pio Galiano, clarinetto

(prima locale)

 

Gioanpietro Del Buono (XVII sec.): Da Sonate, canoni e obblighi sopra l’Ave maris stella (Palermo 1641)

Obblighi n.73 (di calar d’ottava)  e 74 (di salir d’ottava), a 5 voci

(strumentazione: Oboe/flauto dolce contralto, violino, sax, viola da gamba, trombone, campane, violoncello)

 

👥

  • Gioacchino Comparetto, flauto dolce e oboe barocco*
  • Alessio Pio Galiano, clarinetto
  • Antonio Mineo, sassofoni
  • Floriana Spanò, trombone barocco
  • Alessandro Ferro, percussioni
  • Vincenzo Emanuele Farinella, violino
  • Cristian Barraco, violoncello
  • Davide Surdi, pianoforte
  • Rossana Calabria, pianoforte
  • Miryam Palmisano, pianoforte*
  • Elena Schiera, soprano
  • Prof. Nereo Dani, viola da gamba
  • Prof. Giovanni Damiani, pianoforte
  • (* Ex studente)

redazione, orchestrazione strumentazione e direzione: Giovanni Damiani

 

Il celeberrimo Gradus ad Parnassum, pietra miliare del pianismo classico, mutua il titolo da un trattato di Fux che sintetizza secoli di sapienza polifonica, dai fiamminghi allo stile severo più consolidato. La vasta raccolta di Clementi accosta la ricerca strumentale degli studi ad altri generi, tra cui un ruolo eminente e che sfida le mode dell’epoca è costituito da riproposizioni di sfide polifoniche, in una grande varietà di canoni e fughe. Il suo alunno August Alexander Klengel approfondì tale sfida con due raccolte postume, analoghe per struttura ai due libri del Clavicembalo ben temperato (in tutte le tonalità), ma non costituite di preludi e fughe, bensì appunto di Canoni e Fughe – soprattutto i canoni un campionario di virtuosismi e inventiva stupefacente su una forma apparentemente rigida. Opera mirabile e mai considerata, di cui non esistono registrazioni e forse neppure esecuzioni.

Ancor prima, nel 1804 Anton Reicha pubblicava una raccolta monumentale di 36 fughe per pianoforte in cui la forma classica viene generalizzata ai più vari princìpi (come nel suo Quatour scientiphique, o come Beethoven nelle Variazioni Diabelli). Il termine ‘generalizzazione’ è appunto scientifico, e indica una volontà di liberare la fuga dai cliché della musica sacra e vocale, verso un’astrazione di princìpi, quasi una sperimentazione su possibili sconfinamenti dell’imitazione verso ritmi asimmetrici, temi bizzarri e modulanti, fughe politematiche, ecc.

Tra gli innumerevoli compositori contrappuntisti del nostro secolo, abbiamo scelto per intensità e profondità laltro Clementi, il catanese Aldo, maestro del gioco disilluso e illusionista del suono contro suono.

Ascolteremo anche un paio di miei piccoli canoni che riesumano antiche convenzioni ma solo per aggiungere sottili ma decisive varianti ai noti modelli: ascoltiamo cosa succede se le riposte canoniche cambiano gli accenti ritmici (posti in contrasto col metro), e se anche avvengono in rigorosa inversione e inversione dell’inversione (che ripristina l’originale). 

E dagli echi noti o ignoti del Clavicembalo ben temperato passiamo a uno sguardo inedito verso le radici sommerse di un’altra famosa opera bachiana, L’arte della fuga. Una proposta di misconosciuti Monumenti della polifonia, come modello pedagogico per gli studenti di composizione e musica dinsieme polifonica, come nel nuovo trio di Mattia Camuti. La viva pratica del canto dato, liturgico o profano, per motivare storicamente e stilisticamente la didattica della composizione, e proporre modelli da attualizzare. Una prassi virtuosistica permetteva all’epoca perfino il contrappunto ‘alla mente’ o improvvisato. Del ‘500 e ‘600 sono rimaste diverse raccolte di alta pedagogia contrappuntistica, spesso in relazione tra di loro, e tutte scelgono un solo cantus firmus: in Italia le raccolte di Festa e Nanino (su ‘la Spagna’ o bassa Flaminga), quelle di Soriano e Del Buono (su Ave maris stella). La pubblicazione di Soriano, di ben 110 canoni o ‘obblighi’ (cioè altre invenzioni sui generis che col canone condividono la costanza) appare attardarsi nello stile palestriniano ma con ammiccamenti al Vespro monteverdiano dello stesso 1610, come testimonia il geniale movimento n.103 ‘Lettanie’, litanie construite, come tutti i numeri, sul cantus firmus. Obblighi più radicali, benché derivati da Soriano, e maggiore liricità contraddistinguono la raccolta di Gioanpietro Del Buono, pubblicata a Palermo nel 1641. Contrappuntista ingegnosissimo, benché di lui nient’altro si sappia.

 

Rimandi bibliografici: Edizioni moderne di Soriano a cura di Maurizio Gavioli, Giovanni Damiani, di Del Buono: Ekaterine Michopoulou. V. per approfondimenti questo saggio: https://www.academia.edu/42966451/Giovanni_Damiani_DUE_STUDI_SU_FORME_A_CANONE?sm=b

 

— Sala Ferrara

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Dettagli

Data:
18 Ottobre 2021
Ora:
18:30 - 19:30

Luogo

Conservatorio Alessandro Scarlatti
via Squarcialupo, 45
Palermo, 90133 Italia
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